Integrare retta RSA

  • Deroga all'applicazione del limite dei due mandati esecutivi per il sindaco di un piccolo comune

    AREA: ORGANI ISTITUZIONALI

    DOMANDA :

    Un Comune chiede se sia consentito, o meno, ad un sindaco di un comune con popolazione inferiore ai 1000 abitanti di candidarsi per il terzo mandato consecutivo.

    RISPOSTA: 

    Il limite del cd. doppio mandato, oggi contemplato dall'art. 51 TUEL, è stato inizialmente previsto dalla L. 81/1993 con cui era stata introdotta l’elezione diretta del sindaco e del presidente della provincia.
    La ratio della norma viene generalmente ricondotta all’esigenza di bilanciare i nuovi e maggiori poteri riconosciuti, proprio dal sistema di elezione diretta, al sindaco e al presidente di provincia rispetto a quelli delle giunte e dei consigli, così introducendo un limite – in soli termini di continuità – alla permanenza al vertice dell'Amministrazione di un determinato soggetto.
    Ed infatti la L. 81/1993 ha solamente previsto l'immediata rieleggibilità alla medesima carica dopo due mandati consecutivi, senza con ciò pregiudicare un eventuale terzo mandato, previa opportuna interruzione.
    Anche la giurisprudenza ha più volte chiarito la rispondenza di tale norma alla necessità di favorire il ricambio ai vertici dell’amministrazione locale ed evitare la soggettivizzazione dell’uso del potere dell’amministrazione locale, in modo da spezzare il vincolo personale tra elettore ed eletto per sostituire alla personalità del comando l’impersonalità di esso ed evitare clientelismo (Corte di cassazione, I Sezione civile, sent. 20 maggio 2006 n. 11895).
    Cionondimeno, l'ineleggibilità per un terzo mandato consecutivo per il sindaco od il presidente della provincia ha sempre sollevato – sia sul piano politico che su quello giuridico – notevoli perplessità, tanto che ne è stata a più riprese posta in dubbio la costituzionalità.
    Così stando le cose, dopo numerosi tentativi di modificare l'art. 51 del TUEL (tra cui l'approvazione da parte del Senato nel 2004 di una proposta di legge che intendeva consentire la possibilità di un terzo mandato consecutivo per i sindaci di comuni con popolazione superiore a 3.000 abitanti), si è giunti alla promulgazione della L. 56/2014 (cd. Legge Del Rio) con cui, tra le numerose norme a favore dei piccoli comuni, è stata prevista dal c. 138 dell'art. 1 la deroga, per i comuni con popolazione fino a 3000 abitanti, rispetto alle disposizioni di cui all'art. 51 TUEL, prevedendo tuttavia un limite massimo di tre mandati (da intendersi come consecutivi).
    Pertanto un sindaco di un comune con popolazione inferiore ai 1000 abitanti ben potrà candidarsi per una terza tornata elettorale, stante l'inapplicabilità della causa di ineleggibilità di cui all'art. 51 TUEL.

  • Indennità di carica per gli amministratori locali e divieto di cumulo con gli emolumenti spettanti ai Parlamentari.

    AREA: ORGANI ISTITUZIONALI

    DOMANDA :

    Un Comune chiede se sia consentito, o meno, il cumulo tra l'indennità di carica di assessore e quella di parlamentare.

    RISPOSTA: 

    Com'è noto, gli interventi legislativi succedutisi negli ultimi dieci anni in materia di ordinamento degli enti locali – ed, in particolare, in tema di organi di governo dei suddetti enti – sono stati tutti finalizzati al perseguimento di una maggiore efficienza nella gestione dei predetti enti pubblici, obiettivo molto spesso raggiunto attraverso puntuali interventi di riduzione della spesa riconducibile ai comuni, agli enti intermedi od alle province.
    E' in questo quadro, dunque, che vengono ad innestarsi le innumerevoli modifiche apportate al TUEL circa la disciplina relativa alla composizione, al funzionamento degli organi di governo degli enti nonché allo status degli amministratori locali.
    Per brevità, e per quanto qui più interessa, occorre richiamare quindi la disciplina attualmente dettata dall'art. 83 del D. Lgs. 267/2000 ove –in coerenza con il precedente art. 82 con cui viene previsto il divieto di cumulo tra indennità di amministratore eventualmente dovute da differenti enti locali ad un medesimo soggetto – si prescrive che i “parlamentari nazionali ed europei, nonché i consiglieri regionali non possono percepire i gettoni di presenza o altro emolumento comunque denominato previsti dal presente capo”.
    La norma vigente rappresenta il risultato di uno specifico intervento normativo apportato con il D. Lgs. 78/2010, decreto con cui, oltre a prevedere un tetto massimo ai gettoni di presenza, la riduzione delle indennità spettanti agli amministratori locali, nonché il divieto di attribuire emolumenti in qualsiasi forma agli amministratori di comunità montane e unioni di comuni, è stata stabilita l’estensione a qualsiasi emolumento degli amministratori locali, previsto dal TUEL, del divieto di cumulo per i parlamentari nazionali ed europei, e per i consiglieri regionali, divieto in precedenza limitato al solo gettone di presenza ( tanto che, con l'art. 5, c. 8, del D. Lgs. 78/2010 è stato espressamente previsto che all'art. 83, dopo le parole: “i gettoni di presenza” sono inserite le seguenti: “o altro emolumento comunque denominato”).
    Così stando le cose, è chiaro come il quesito posto debba essere risolto nel senso della non cumulabilità delle indennità dovute all'amministratore locale con qualsiasi altro emolumento maturato quale membro del parlamento, sia esso nazionale od europeo.

  • L'istanza di occupazione del suolo pubblico per attivita' politiche e' soggetta all'imposta di bollo?

    AREA: ALTRO

    DOMANDA :

    Un Comune chiede di avere delucidazioni in ordine alla necessità di applicare, o meno, l'imposta di bollo alle istanze di occupazione del suolo pubblico presentate dai partiti politici per esercitare la propria attività, stante l'esistenza di prassi parzialmente difformi tra gli enti del territorio.

    RISPOSTA: 

    Come opportunamente ricordato dall'Agenzia delle Entrate con propria Risoluzione n. 89/E del 01/04/2009, l'art. 3 della tariffa allegata al DPR 26 ottobre 1972, n. 642, prevede l’applicazione dell’imposta di bollo fin dall’origine per tutte le “Istanze, petizioni, ricorsi e relative memorie dirette agli uffici e agli organi (…) dell’amministrazione dello Stato, delle regioni, delle province, dei comuni, (…) tendenti ad ottenere l’emanazione di un provvedimento amministrativo o il rilascio di certificati, estratti, copie e simili”.
    Rispetto alla regola generale vengono, poi, ad essere previste alcune deroghe, quale quella dettata dall’articolo 27-ter della tabella di cui all’allegato B annessa al DPR n. 642 del 1972 a mente della quale l’esenzione dall’imposta di bollo è stata estesa anche agli “Atti costitutivi, statuti ed ogni altro atto necessario per l’adempimento di obblighi dei movimenti o partiti politici, derivanti da disposizioni legislative o regolamentari”.
    Dalla lettera della norma si evince pertanto come in tale ipotesi esentativa rientrino gli atti espressione dell’attività dei movimenti o dei partiti politici qualora, però, questi siano da considerarsi “necessari” rispetto alle fonti primarie (disposizioni legislative) o secondarie (regolamenti).
    Pertanto, laddove le istanze presentate all'amministrazione comunale dai partiti politici abbiano mera finalità divulgativa, non imposta da alcuna norma giuridica, queste saranno soggette all'imposta di bollo ai sensi del D.P.R. 642/1972.
    Fermo restando ciò, preme in questa sede ricordare come vi siano, poi, altre ipotesi specifiche di esenzione dall'imposta di bollo delle istanze di occupazione del suolo pubblico presentate dai partiti, quali ad esempio quelle finalizzate alla raccolta di firme per le candidature elettorali (art. 14, c.3, L. 53/90), alla raccolta di firme per le campagne referendarie e le petizioni legislative (L. n. 352/70), nonché per la propaganda elettorale e la propaganda referendaria.

  • Obbligo o facolta’ del comune di integrare una retta R.S.A.

    AREA: ALTRO

    DOMANDA :

    Gli uffici di un comune domandano se, in assenza di un'autorizzazione preventiva al inserimento in struttura da parte dell'Ente, questi sia comunque tenuto ad integrare la retta per il solo fatto di essersi attivato per l'inserimento del cittadino nelle liste di attesa della RSA. 

    RISPOSTA: 

    L'assunto degli uffici, secondo cui l'istanza non potrebbe essere accolta in quanto non conforme al disposto regolamentare, è condivisibile.
    Per quanto è dato conoscere, alla luce delle circostanze descritte, nel caso di specie non sussiste alcun obbligo per il Comune in indirizzo di intervenire ad integrazione della retta, e ciò in quanto – andando oltre la stessa disposizione regolamentare, la quale risulta comunque conforme alla normativa vigente nonché ai principi, anche di rango costituzionale, che vengono in rilievo nel caso de quo – la disciplina concernente l'integrazione delle prestazioni assistenziali da parte dei comuni prevede specifiche condizioni in presenza delle quali l'ente territoriale può, legittimamente, essere chiamato in causa con un proprio intervento economico.
    In particolare con l'art. 6 della L. 328/2001, richiamato dal regolamento comunale, il legislatore ha previsto una serie di funzioni in materia di servizi sociali da attribuire ai comuni, aventi il più delle volte carattere programmatico o finalità prevalentemente organizzative.
    Successivamente, in chiusura dell'articolo, è stato previsto il quarto comma, con cui invece è stato affrontato lo specifico problema dell'eventuale integrazione economica per ricoveri presso strutture residenziali.
    E' così stato precisato che “per i soggetti per i quali si renda necessario il ricovero stabile presso strutture residenziali, il comune nel quale essi hanno la residenza prima del ricovero, previamente informato, assume gli obblighi connessi all'eventuale integrazione economica”.
    Come si vede, quindi, l'integrazione economica da parte dell'ente territoriale non rappresenta un diritto incondizionato ma, al contrario, una prestazione straordinaria che deve essere assunta dall'ente in particolari ipotesi e con determinate modalità.
    Ecco che allora, come precisato ancora recentemente dalla Cassazione (Sez. I, sent. 2.12.2016, n. 24655) le condizioni poste dall'art. 6 della L. n. 328 del 2000 (preventiva informazione; assunzione degli obblighi) servono a contemperare la prestazione con gli artt. 183 e 191 del D.Lgs. n. 267 del 2000, sicchè gli obblighi a carico del Comune di residenza di disporre il ricovero presso strutture private è subordinato, come ogni pagamento, all'attestazione della relativa copertura finanziaria, essendo vietata l'effettuazione di qualsiasi spesa in assenza di impegno contabile registrato sul competente capitolo di bilancio di previsione.
    L'attuazione dell'obbligo dei comuni di erogare prestazioni in favore dei soggetti bisognosi non è, infatti, incondizionato ma presuppone il bilanciamento con altri interessi costituzionalmente protetti (ed in tal senso va letta la norma laddove dispone che il Comune debba essere "previamente informato"), ravvisabili nelle effettive risorse organizzative e finanziarie di cui l'Ente dispone, che si traducono, poi, nell'osservanza delle disposizioni sui contratti della pubblica Amministrazione.
    Si aggiunga, infine, che anche l'avvenuto inserimento nelle liste di attesa della RSA non solo non può dirsi assorbente rispetto tali obblighi ma, anzi, costituisce differente ed autonoma attività che l'ente aveva l'obbligo di esperire poiché, nel caso in cui non fosse stata attivata la procedura necessaria per disporre il ricovero, il Comune sarebbe venuto meno ai suoi obblighi istituzionali.

     

Giornate Studio

Giornata di Studio in Videoconferenza

GIORNATE IN VIDEO CONFERENZA

LEZIONI DEL PROF.         VITTORIO ITALIA

INTITOLAZIONE DELLE TEMATICHE

Venerdì 15 dicembre 2017 in video conferenza dalle h. 10,00 alle h. 12,15

I regolamenti comunali e la sicurezza.
I precedenti regolamenti.
I regolamenti nella disciplina del vigente Testo unico degli Enti locali.
I nuovi regolamenti di polizia locale previsti dalla legge 48/2017.
Problemi, casi pratici e soluzioni giurisprudenziali.

Venerdì 12 gennaio 2018 in video conferenza dalle h. 10,00 alle h. 12,15

Le ordinanze e la sicurezza.
Tipi di ordinanze.
Le ordinanze “ordinarie”, le ordinanze “urgenti”.
Le nuove ordinanze di “necessità urgente” emanate dal Sindaco.
Problemi, casi pratici e soluzioni giurisprudenziali.

Venerdì 26 gennaio 2018 in video conferenza dalle h. 10,00 alle h. 12,15

Le ordinanze e la sicurezza.
Le ordinanze “contingibili ed urgenti” del Sindaco.
Il concetto di “contingibile”.
Casi pratici di ordinanze in materia di:
Accesso; Beni pubblici; Cani ed altri animali; Circhi equestri; Commercio; Decoro urbano; Edilizia.
Errori che hanno determinato l’annullamento di molte ordinanze da parte del Giudice amministrativo.
Problemi, casi pratici e soluzioni giurisprudenziali.

Venerdì 9 febbraio 2018 in video conferenza dalle h. 10,00 alle h. 12,15

Le ordinanze e la sicurezza.
Casi pratici di ordinanze “contingibili ed urgenti” in materia di:
Extracomunitari; Farmacie; Igiene e sanità; Inquinamento acustico; Inquinamento elettromagnetico; Inquinamento sanitario.
Errori che hanno determinato l’annullamento di molte ordinanze da parte del Giudice amministrativo.
Problemi, casi pratici e soluzioni giurisprudenziali.

Venerdì 23 febbraio 2018 in video conferenza dalle h. 10,00 alle h. 12,15

Le ordinanze e la sicurezza.
Casi pratici di ordinanze “contingibili ed urgenti” in materia di:
Mendicità ed accattonaggio; Moschee; Prostituzione; Responsabilità; Risarcimento danni; Sale giochi.
Errori che hanno determinato l’annullamento di molte ordinanze da parte del Giudice amministrativo.
Problemi, casi pratici e soluzioni giurisprudenziali.

Venerdì 9 marzo 2018 in video conferenza dalle h. 10,00 alle h. 12,15

Le ordinanze e la sicurezza.
Casi pratici di ordinanze “contingibili ed urgenti” in materia di:
Servizio idrico; Sicurezza; Sigarette elettroniche; Traffico; Trasporto pubblico; Uffici postali.
Errori che hanno determinato l’annullamento di molte ordinanze da parte del Giudice amministrativo.
Problemi, casi pratici e soluzioni giurisprudenziali.

Venerdì 23 marzo 2018 in video conferenza dalle h. 10,00 alle h. 12,15

La prevenzione e la sicurezza nella legge 48/2017.
Le misure di prevenzione personale amministrativa.
Divieto di accesso e stazionamento.
Interventi contro il degrado, deturpamento ed imbrattamento.
Misure di allontanamento.
Limiti al commercio per vendita di superalcolico ai minori.
Problemi e casi pratici, e prime soluzioni giurisprudenziali.

 

Si informa che le dirette video live delle conferenze si possono seguire in 2 modi:

Eventuali domande al relatore potranno essere rivolte attraverso la pagina Facebook

Giornata di Studio - Monza - 2 dicembre 2017

Giornata di Studio sul tema:

“LA SICUREZZA DELLE CITTA”
I nuovi compiti dei Sindaci e dei Dirigenti comunali

Monza

HOTEL HELIOS – SALA ARGON – VIALE ELVEZIA 4

PARTECIPAZIONE GRATUITA

02 Dicembre 2017

RELATORE: PROF. VITTORIO ITALIA

 PROGRAMMA (9.30 – 13.30)

 

• La sicurezza “integrata” nella legge 46/2017
• Lo statuto del Comune e la sicurezza
• I regolamenti del Comune e la sicurezza. I nuovi regolamenti per le aree “sensibili”
• Le ordinanze del Comune e la sicurezza. Tipi di ordinanze. Le ordinanze “contingibili ed urgenti” e gli errori da evitare

 

Convenzione con associazione Mosaico - Servizio civile e leva civica regionale. Un’opportunita’ per gli Enti Locali

 

E’ possibile richiedere la documentazione alla segreteria della Confederazione Co.Nord.

Giornata di Studio - Saronno - 14 novembre 2017

Giornata di Studio sul tema:

“LE LINEE GUIDA E I PROVVEDIMENTI ANAC DI ATTUAZIONE
DEL D.LGS. N. 50/2016”

Saronno (VA)

AUDITORIUM della Scuola Media Statale A. MORO
VIALE SANTUARIO N. 13

PARTECIPAZIONE GRATUITA

14 Novembre 2017

RELATORE: AVV. GIORGIO LEZZI

 PROGRAMMA (9.30 – 13.30)

 

Il contesto normativo: la l.n. 190/2012 e il d.lgs. n. 33/2013, come modificati dal d.lgs. m. 97/2016
Gli strumenti per la lotta alla corruzione: il Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione (“PTPC”) e la figura del Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (“RPCT”)
Il Contenuto del PTPC, alla luce delle previsioni del Piano Nazionale Anticorruzione: il ciclo di gestione del rischio e le misure per la prevenzione
La nozione di trasparenza, in considerazione delle mutate coordinate normative, e l’ambito di applicazione del d.lgs. n. 33/2013
I nuovi strumenti della trasparenza:
• gli obblighi di pubblicazione di atti, dati, informazioni;
• l’accesso civico “semplice” e l’accesso civico “generalizzato”, e loro differenze rispetto al tradizionale accesso “documentale”
Il regime di pubblicità degli atti relativi alle procedure di affidamento dei contratti pubblici e alcuni risvolti processuali