Soggetto passivo IMU per immobile gravato da diritto di abitazione e di usufrutto in capo a due soggetti diversi

AREA:RAGIONERIA E TRIBUTI

DOMANDA :

Si chiede un parere in merito al versamento Imu ex casa coniugale assegnata in sede di separazione.
Nel caso in questione l'immobile viene assegnato alla moglie e l'ex coniuge nudo proprietario in quanto usufruttuaria la madre (ex suocera).
La normativa Imu prevede che l’assegnatario, cioè la moglie, vanti un diritto di abitazione sull'immobile, questo vale anche quando usufruttuaria la suocera oppure quest'ultima tenuta a versare l'Imu con aliquota ordinaria?

RISPOSTA:

La norma che individua i soggetti passivi dell’IMU è il decreto legislativo 23/2011, all’articolo 9, comma 1. La regola generale è quella secondo cui il soggetto passivo dell’imposta è il proprietario dell’immobile, mentre nel caso in cui l’immobile sia gravato da un diritto reale, come nel caso oggetto del quesito, il soggetto passivo è il titolare di questo diritto e non il proprietario che viene definito “nudo proprietario”.
Per quanto riguarda i casi in cui vi sia un’assegnazione della casa coniugale ad un soggetto diverso dal proprietario è l’articolo 4, comma 12-quinquies del decreto legge 16/2012 convertito in legge numero 44/2012 a darci una soluzione. La norma infatti stabilisce che l’assegnazione disposta a seguito di una sentenza di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio deve essere intesa come effettuata a titolo di diritto di abitazione.
A fronte di ciò, dovrà essere sempre il coniuge assegnatario a pagare l’IMU anche se non titolare del diritto di proprietà o di altro diritto reale sull’immobile, come in questo caso, in quanto l’imposta grava sul soggetto che abita all’interno dell’immobile.
Inoltre è uno specifico obbligo di chi detiene il diritto di abitazione quello di pagare le imposte ed i tributi relativi all’immobile oltre che occuparsi dell’ordinaria manutenzione.
Si pone quindi il problema se, gravando sull’immobile sia un diritto reale di usufrutto in capo alla madre del proprietario, si uno di abitazione in capo alla ex moglie, debba anche in questo caso applicarsi la regola appena esposta per cui è il coniuge assegnatario a pagare l’imposta oppure a causa del conflitto fra diritti reali si debba arrivare ad un’altra conclusione.
Per rispondere a questo quesito occorre analizzare la ratio delle norme sull’IMU che impongono il pagamento al soggetto che detiene il possesso dell’immobile e che dallo stesso possa trarre delle utilità economiche oltre ad avere il diritto di includere o escludere altri dal godimento del bene. Se il diritto di abitazione fosse stato costituito dall’usufruttuario, dovremmo analizzare il rapporto fra l’usufrutto ed il diritto di abitazione, che è una parte limitata del più ampio diritto di usufrutto all’interno del quale il diritto di abitazione è ricompreso, che permette a chi lo detiene di avere la possibilità di vivere all’intero dell’immobile, traendone quindi un beneficio, ma solo limitatamente alle esigenze proprie e dei propri familiari. Chi detiene il diritto di abitazione non può infatti cederlo, né tantomeno può locare l’immobile: questo significa che l’habitator non può cambiare la destinazione economica del bene, pur avendone l’esclusivo godimento abitativo.
Sulla base di questo ragionamento, dovrebbe essere l’usufruttuario a pagare l’IMU, in quanto l’aver costituito un diritto di abitazione fa parte del potere sull’immobile che giustifica il pagamento dell’imposta: si tratta di una sua manifestazione in quanto l’usufruttuario esercita il suo diritto cedendone una parte ad un terzo.
Nel caso in oggetto però la situazione è diversa, in quanto il diritto di abitazione sorge da un provvedimento giudiziario legato ad una separazione, per cui non è espressione di un esercizio del più ampio diritto di usufrutto, ma anzi, l’usufruttuario si vede limitato de imperio nel suo diritto per quanto attiene alla detenzione ai fini abitativi dell’immobile.
Per questo, a parere di chi scrive, considerato anche il chiarimento normativo esplicito del legislatore in merito all’assegnazione della casa coniugale post separazione, dovrà essere il coniuge titolare del diritto di abitazione a pagare l’IMU.

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