AMPLIAMENTI CIMITERIALI E CORRETTA QUALIFICAZIONE TRA LE OPERE DI URBANIZZAZIONE.

AREA:URBANISTICA ED EDILIZIA

DOMANDA :

Un ampliamento di un cimitero comunale dev'essere qualificato quale opera di urbanizzazione primaria o secondaria alla luce delle normativa vigente e, in particolare, dell'art. 26-bis del D. L. 415/1989 e l'art. 44 della Legge Regionale Lombarda n. 12/2005?

RISPOSTA:

Mi è stato recentemente chiesto se le opere di ampliamento del cimitero comunale debbano essere ricondotte nel novero delle urbanizzazioni primarie o, al contrario, di quelle secondarie.
Il dubbio sorge, in sostanza, a causa della difficoltà di coordinare le disposizioni legislative nazionali con quelle di natura regionale.
Quanto alle prime, infatti, va ricordato come l'art. 16 del D.P.R. 380/2001 abbia così suddiviso, ad integrazione parziale della normativa previgente, tra cui l'art. 4 della L. 847/1964, le opere di urbanizzazione:
“7. Gli oneri di urbanizzazione primaria sono relativi ai seguenti interventi: strade residenziali, spazi di sosta o di parcheggio, fognature, rete idrica, rete di distribuzione dell'energia elettrica e del gas, pubblica illuminazione, spazi di verde attrezzato.
7-bis. Tra gli interventi di urbanizzazione primaria di cui al comma 7 rientrano i cavedi multiservizi e i cavidotti per il passaggio di reti di telecomunicazioni, salvo nelle aree individuate dai comuni sulla base dei criteri definiti dalle regioni.
8. Gli oneri di urbanizzazione secondaria sono relativi ai seguenti interventi: asili nido e scuole materne, scuole dell'obbligo nonché strutture e complessi per l'istruzione superiore all'obbligo, mercati di quartiere, delegazioni comunali, chiese e altri edifici religiosi, impianti sportivi di quartiere, aree verdi di quartiere, centri sociali e attrezzature culturali e sanitarie. Nelle attrezzature sanitarie sono ricomprese le opere, le costruzioni e gli impianti destinati allo smaltimento, al riciclaggio o alla distruzione dei rifiuti urbani, speciali, pericolosi, solidi e liquidi, alla bonifica di aree inquinate”.
Come si vede, quindi, i cimiteri non sono inseriti nelle opere di urbanizzazione primaria e, pur non essendo formalmente menzionate in quelle secondarie, logica vuole che siano ricondotte a questa categoria in funzione residuale.
Ciononostante non va dimenticato come, al momento, risulti ancora in vigore l'art. 26 bis del D. L. n. 415/1989 il quale testualmente prevede che:
“Gli impianti cimiteriali sono servizi indispensabili parificati alle opere di urbanizzazione primaria ai sensi e per gli effetti dell'articolo 4 della legge 29 settembre 1964, n. 847, integrato dall'articolo 44 della legge 22 ottobre 1971, n. 865.
2. Ai fini dell'applicazione della norma di cui al comma 1 si considerano impianti cimiteriali le opere ed i servizi indicati all'articolo 54 del regolamento di polizia mortuaria, approvato conD.P.R. 21 ottobre 1975, n. 803, e successive modificazioni”.
Alla luce di questa equiparazione si potrebbe, pertanto, ricondurre all'interno delle urbanizzazioni primarie le - sole - opere cimiteriali previste nel citato regolamento di polizia mortuaria, poi sostituito dall'art. 56 del D.P.R. n. 285/19990.
Per contro, però, l'art. 44 della Legge regionale lombarda n. 12/2005, a differenza del T.U. Dell'Edilizia, annovera espressamente i “cimiteri” tra le opere di urbanizzazione secondaria.
Tale espressa e certamente voluta qualificazione dei cimiteri tra le opere di urbanizzazione secondaria, oltre ad essere posteriore all'art. 26-bis del D.L. 41571989, è stata evidentemente adottata in forza della competenza legislativa concorrente spettante alle Regioni in materia di governo del territorio che, prima facie, pare essere stata esercitata dalla Regione Lombardia nel rispetto della normativa di principio statale.
Pertanto, alla luce del quadro giuridico sopra sintetizzato, deve ritenersi che le opere di ampliamento del cimitero comunale debbano essere qualificate quali opere di urbanizzazione secondaria

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