Rideterminazione delle indennità spettanti agli amministratori locali

AREA: ORGANI ISTITUZIONALI

DOMANDA :
A seguito delle elezioni amministrative del giugno 2017 sono stati rinnovati gli organi politici di un comune. In particolare il Consiglio comunale risulta ora essere composto, ai sensi dell'art. 1, c. 135, della L. 56/2014, da due consiglieri in più rispetto alla precedente tornata amministrativa. Si chiede, pertanto, quale sia l'effettiva portata della disposizione di cui all' art. 1, c. 136, della L. 56/2014, la quale prescrive che “i comuni interessati dalla disposizione di cui al comma 135 provvedono, prima di applicarla, a rideterminare con propri atti gli oneri connessi con le attività in materia di status degli amministratori locali, di cui al titolo III, capo IV, della parte prima del testo unico, al fine di assicurare l'invarianza della relativa spesa in rapporto alla legislazione vigente, previa specifica attestazione del collegio dei revisori dei conti”.

RISPOSTA: 
il quesito posto verte, in sostanza, sulla corretta rideterminazione delle indennita' spettanti agli amministratori locali di un comune a seguito del loro aumento numerico previsto dalla L. 56/2014.
Si tratta, oramai, di una vera e propria vexata quaestio che trova la sua origine in una legislazione disorganica ed alluvionale, a più riprese criticata anche dal Giudice contabile.
Ed è proprio la Corte dei conti che, attraverso la deliberazione n. 35/2016 della Sezione Autonomie, ha cercato di esercitare il proprio indirizzo nomofilattico per orientare le sezioni regionali e gli operatori del diritto nell'interpretare correttamente – e, soprattutto, univocamente – l'art. 1, c. 135 della L. 56/2014.
I principi esplicitati dalla Sezione Autonomie sono stati, a loro volta, ripresi dalle pronunce nn. 7 e 24/2017 della Sezione lombarda le cui conclusioni non possono pertanto dirsi contrastare direttamente con l'orientamento così prefigurato che, in sintesi, afferma:
“1. con riferimento all’individuazione della normativa applicabile al fine del calcolo dell’invarianza della spesa all’atto dell’entrata in vigore della legge n. 56/2014, la locuzione “legislazione vigente” contenuta nel testo è da intendere riferita alle disposizioni del d.l. n. 138/2011 che fissano il numero degli amministratori, ancorché non materialmente applicate;
2. il principio di invarianza di spesa di cui all’art. 1, comma 136, della legge n. 56/2014, riguarda soltanto gli oneri connessi all’espletamento delle attività relative allo status di amministratore locale (tra cui i gettoni di presenza dei consiglieri degli enti locali) che vanno determinati secondo il criterio della spesa storica;
3. non sono oggetto di rideterminazione gli oneri relativi ai permessi retribuiti, agli oneri previdenziali, assistenziali ed assicurativi di cui agli articoli 80 e 86 del TUEL, il cui computo è escluso dalla stessa norma;
4. non è oggetto di rideterminazione l’indennità di funzione relativa all’esercizio dello status di amministratore, che spetta nella misura prevista dalla tabella A del DM 119/2000, con la riduzione di cui all’art. 1, comma 54, della L. n. 266 del 2005”.
Stanti i suddetti principi, ed in considerazione che il Comune in questione ha visto aumentare – e non diminuire, come nel caso di quei Comuni che non hanno avuto rinnovi amministrativi in vigenza del D. L. 138/2011 – il numero dei propri consiglieri, non dovrebbero porsi particolari problemi applicativi della disposizione in questione.
Occorrerà, infatti, verificare che – per le sole spese ascrivibili tra gli oneri connessi all'espletamento della carica – non vi sia un aumento rispetto alla spesa “storica”, ossia quella dell'anno finanziario precedente, la quale, a sua volta, dovrà essere rapportata alla legislazione vigente, ossia al D. L. 138/2011. Ed infatti, nel caso di cui trattasi, la spesa risulterà già di per se stessa rapportata al suddetto decreto poiché la precedente amministrazione era stata eletta sotto la sua vigenza.

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