Compatibilità tra carica di consigliere e carica di assessore esterno in due differenti Comuni.

AREA: ORGANI ISTITUZIONALI

DOMANDA :

Un consigliere di un Comune domanda se, alla luce della disciplina dettata dal TUEL, sussista o meno un'incompatibilità tra la carica di consigliere comunale e la carica di assessore (esterno) in altro comune. 

RISPOSTA: 

E' stato chiesto se vi sia compatibilità, o meno, tra la carica di consigliere comunale di un ente con meno di 1000 abitanti e quella di assessore esterno di un ente con più di 15.000 abitanti.
Il D. Lgs. 267/2000, meglio conosciuto come Testo Unico degli Enti Locali, disciplina dettagliatamente le ipotesi di incandidabilità, ineleggibilità ed incompatibilità degli amministratori locali.
Tuttavia, tra le molteplici ipotesi affrontate e definite dal legislatore, non figura il caso in questione su cui vengono chieste delucidazioni.
Com'è facilmente intuibile, si tratta certamente di una lacuna legislativa rispetto ad un'ipotesi in cui, invece, sarebbe certamente servita un'indicazione da parte del legislatore circa la compatibilità o meno tra le suddette cariche.
La mancanza di un espresso riferimento normativo, unitamente all'impossibilità di definire con chiarezza per via interpretativa la suddetta questione giuridica, hanno indotto il Ministero dell'Interno a richiedere al Consiglio di Stato un suo autorevole parere.
I Giudici di Palazzo Spada hanno così precisato, con il parere n. 3376 reso in data 22.10.2008, che alla luce della legislazione vigente non sussiste incompatibilità tra le due cariche.
Ed infatti il TUEL traccia due distinte ipotesi di incompatibilità, una infracomunale (art. 64) ed una intracomunale (art. 65, c. 2).
Quanto alla prima, viene evidenziato come la norma risponda alla ratio di evitare che un medesimo individuo faccia parte sia dell'organo di indirizzo che dell'organo esecutivo.
In merito alla seconda, la finalità perseguita dal legislatore è certamente quella di prevenire un'eventuale ed episodica sovrapposizione di ruoli e di competenze riguardo ad affari che possono essere di comune interesse tra i due enti.
Tale ratio della incompatibilità intracomunale – sottolinea il Consiglio di Stato – vale, evidentemente a fortiori, per il caso in questione. È evidente infatti che lo stesso timore si potrebbe prospettare per un assessore in modo ben più intenso che per un semplice consigliere comunale.
Pertanto, il riferimento alla eadem ratio condurrebbe a rinvenire, seppur inespressa, l’esistenza nell’ordinamento della medesima disposizione: cioè in pratica ad estendere analogicamente l’incompatibilità alla fattispecie di assessore in un comune e consigliere in un altro. Questo senza alcuna giustificabile distinzione tra il caso in cui la carica precedente nel tempo sia quella di consigliere e quella in cui sia quella di assessore.
Nondimeno, si oppone a questa soluzione il principio interpretativo generale – applicativo del principio di legalità – per cui i privilegi odiosi (cioè: le norme che restringono eccezionalmente diritti di status) sono di stretta interpretazione: principio che, come è noto, è codificato dall’art. 14 delle Disposizioni sulla legge in generale (c.d. preleggi), in forza del quale le leggi che fanno eccezione a regole generali o ad altre leggi non si applicano oltre i casi e i tempi da esse considerati.
Così stando le cose, il Consiglio di Stato sostiene non sussistere alcuna incompatibilità tra assessore esterno e consigliere comunale in due enti differenti, anche se esprime al contempo l’auspicio che sia adottata una iniziativa legislativa per colmare la lacuna nel medesimo senso dell’art. 65, comma 2, d lgs. n. 267 del 2000, in modo che le uguali conseguenze regolino situazioni caratterizzate dallo stesso profilo sostanziale.
A ben vedere, inoltre, non solo l'auspicio del Giudice amministrativo è stato inascoltato ma, addirittura, con la L. 56/2014 è stato modificato l'art. 65 del TUEL (eliminando sostanzialmente dei riferimenti agli organi di governo provinciali, nell'ambito della riforma apportata ai suddetti enti di area vasta) ma non è stata inserita alcuna incompatibilità tra assessore e consigliere di due comuni differenti.
Si aggiunga, poi, che al citato parere, tanto autorevole quanto risolutivo fino ad un eventuale specifico intervento normativo, ha fatto poi seguito anche una conforme pronuncia del Giudice contabile che, a sua volta, ha ribadito come le norme in tema di incompatibilità tra cariche pubbliche (come quelle più in generale limitative dei diritti di "status") “siano di stretta interpretazione, e pertanto le disposizioni del testo unico degli enti locali che stabiliscono la non cumulabilità della carica di consigliere comunale in due comuni distinti non trovano applicazione nella diversa ipotesi di cumulo della carica di consigliere comunale con quella di assessore di altro Comune, né, di conseguenza, sussiste, in tale fattispecie, un indebito cumulo d'indennità di carica dannoso per l'erario” ( Corte Conti, sez. I, 23/07/2009, n. 501).
Alla luce delle suesposte considerazioni, e ritenuto inoltre che le dimensioni demografiche degli enti non assumano rilevanza ai fini della corretta evasione della questione giuridica per come definita dal Consiglio di Stato, pare non sussistere incompatibilità tra la carica di consigliere comunale e quella di assessore esterno di un altro Comune.

 

 

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