Modalità di affidamento degli impianti sportivi comunali

AREA: ALTRO

DOMANDA :

Un Comune chiede chiarimenti circa le modalità con cui dovrà affidare il bocciodromo comunale, tenuto conto anche del rapporto convenzionale in essere con la locale associazione bocciofila, ormai giunto a naturale scadenza. 

RISPOSTA: 

Per poter evadere la richiesta dell'Ente corre l'obbligo, anzitutto, di tracciare nei suoi perimetri il quadro giuridico di riferimento.
La gestione degli impianti sportivi può, a seconda che assuma o meno rilevanza economica, essere qualificata quale concessione di servizi oppure quale appalto di servizi.
Peraltro, ai fini dell'individuazione di una potenziale rilevanza economica, è necessario, in sostanza, distinguere quei servizi resi alla collettività anche al di fuori di una logica di profitto d’impresa, cioè quelli che il mercato privato non è in grado o non è interessato a fornire, da quelli appetibili per gli operatori economici.
Svolta questa valutazione, laddove la gestione del bocciodromo dovesse ritenersi priva di alcun rilievo economico, allora si potrà procedere ad un affidamento quale servizio reso per conto dell’Amministrazione ed in assenza di rischio operativo, secondo le specifiche previsioni dettate dal Codice per gli appalti di servizi sociali, di cui al Titolo VI, sez. IV.
Diversamente, qualora la gestione dell'impianto risultasse economicamente rilevante, è oramai stato più volte chiarito come, dovendosi qualificare tale attività quale concessione di servizi, deve ritenersi superata la norma dettata dall'art. 90, c. 25 della legge 289/2002 ove si prevedeva, in sostanza, la possibilità per gli enti di affidare, in via preferenziale, gli impianti sportivi a società e associazioni sportive dilettantistiche sulla base di convenzioni dirette.
Pertanto la gestione, ove non assunta direttamente dall’ente, non potrà che sottostare alle regole dell’evidenza pubblica prevista per la “concessione di pubblico servizio”, con la conseguenza che l’ente locale che intenda affidare a terzi tale gestione è tenuto, ai sensi dell’articolo 30, comma 3, del d.lgs. n. 163/2006, ad indire una procedura selettiva tra i soggetti qualificati in relazione al suo oggetto (del. ANAC. n. 1300 del 14.12.2016; si veda, in termini, Cons. Stato, sent. 27.2.2018, n. 1172).
A tal proposito è bene peraltro ricordare come l'art. 164 del Codice dei contratti, portante l'oggetto e l'ambito di applicazione dei contratti di concessione, preveda come “alle procedure di aggiudicazione di contratti di concessione di lavori pubblici o di servizi si applicano, per quanto compatibili, le disposizioni contenute nella parte I e nella parte II, del presente codice, relativamente ai principi generali, alle esclusioni, alle modalità e alle procedure di affidamento...”.
Ciò detto, qualora venga indetta una procedura selettiva il favor indicato dal Legislatore nazionale per le associazioni sportive può essere adeguatamente valorizzato – secondo la stessa Autorità – procedendo “ad un confronto concorrenziale tra i soggetti indicati nella stessa disposizione normativa (L. 382/2002,n.d.r)”.
Ma, a ben vedere, v'è di più.
La Legge Regionale Veneto n. 8/2015 fornisce – nell'ambito della potestà regionale, da leggersi sempre in coerenza con il quadro normativo nazionale e comunitario, quale il sopravvenuto D. Lgs. 50/2016 – ulteriori criteri circa l'affidamento degli impianti sportivi comunali ove, oltre a prevedere alcune ipotesi di affidamento diretto, ribadisce l'utilità di procedere a procedure di evidenza pubblica snelle, indirizzate alle associazioni sportive operanti sul territorio ( da non intendersi in senso stretto come quello comunale), nonché valorizzando la precedente esperienza nel settore ed altri aspetti tecnico organizzativi, ponendo invece in secondo piano gli aspetti economici dell'offerta.

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